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Taivé a Bollate il 24 marzo: un filo per l’integrazione

UN FILO PER L’INTEGRAZIONE

Le Acli bollatesi in piazza per sostenere un progetto di reinserimento sociale delle donne rom.

IL Circolo Acli di Bollate hanno proposto sabato 24 marzo un’iniziativa curata dalla Vice Presidente del Circolo, Fiorella Landro, a favore dell’integrazione e della solidarietà verso le donne rom. Nell’ambito della Festa dei Fiori che si è svolta in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, le Acli erano presenti con il loro gazebo per ospitare il ‘Laboratorio Taivé’, un progetto promosso da Caritas Ambrosiana, con la collaborazione della cooperativa di lavoro IES.

Le Acli di Bollate, da sempre sensibili ai temi dell’integrazione tra i popoli e attive sul territorio con la scuola di italiano per stranieri e con progetti e servizi a sostegno delle popolazioni migranti, hanno presentano e sostenuto questa iniziativa con una particolare attenzione alle tematiche femminili, nell’intento di far conoscere alla città le donne di Taivé, la loro realtà e il loro lavoro. Aiutando le lavoratrici rom, con l’acquisto delle loro bellissime creazioni, ma anche con il riconoscimento del loro impegno e della loro attività, abbiamo incoraggiato una scelta di cambiamento culturale e di impegno di queste donne, che con le loro famiglie sono uscite dai campi e hanno tentato, grazie all’aiuto di Caritas, di avviarsi verso una maggiore regolarità abitativa, inserendosi nel tessuto sociale milanese. Questo progressivo processo di integrazione non poteva non passare dal lavoro e, in particolare, proprio dal lavoro delle donne, figure centrali e promotrici di cambiamento. Così è nata l’idea di Taivé, il filo che unisce, il filo dell’integrazione, della solidarietà femminile e del sostegno alle donne che hanno avuto il coraggio di cambiare.

Taivé, che in lingua romanì significa filo, è un laboratorio situato nel quartiere di Lambrate, a Milano, dove sono impiegate donne rom che svolgono attività di stireria, riparazioni e piccoli lavori sartoriali. Il progetto Taivé ha come intento l’integrazione e l’emancipazione femminile all’interno della comunità rom milanese. Dopo anni, infatti, di conoscenza e affiancamento di alcune famiglie rom residenti nel territorio del comune di Milano, Caritas ha maturato la convinzione che le competenze delle donne in ambito domestico potessero essere valorizzate in un’attività al di fuori del campo-ghetto. E così nel 2009 è partito un corso di formazione, cui ha fatto seguito l’apertura della piccola sartoria-stireria Taivé.

Grazie a questa opportunità, le donne che lavorano nel laboratorio hanno potuto lasciare i campi di via Novara e Triboniano ed iniziare con le loro famiglie un percorso d’inserimento sociale. L’attività del laboratorio è coordinata da due operatrici ed è sostenuta da un gruppo di volontari. Oltre ai lavori di riparazione e stireria, le donne realizzano loro creazioni originali: borse, collane, gonne, oggetti per la casa e la cucina, anche grazie a bellissime stoffe africane che importano e utilizzano per i loro lavori sartoriali.

Si è trattato dunque di un incontro con la realtà femminile rom – un mondo ricco di tradizione, di leggenda, ma anche di discriminazione ed emarginazione – che ci ha permessso di sostenerla e conoscerla meglio. Incontrare sabato 24 marzo le donne di Taivé, che hanno saputo mettersi in gioco, col loro lavoro, con l’impegno, per migliorare le loro condizioni di vita, quelle dei loro bambini, delle loro famiglie, è stata anche un’opportunità per le donne bollatesi, per tutti i cittadini che hanno voluto esprimere la loro vicinanza e la loro solidarietà a queste donne coraggiose.

Maggiori info su Taivé sul sito Vita.it e su Incrocinews, settimanale della Diocesi Ambrosiana.

Fiorella Landro, vicepresidente ACLI Bollate

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